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Il risotto di Cecilia

Il risotto di Cecilia

30/09/2016

Ecco la ricetta dell'amato risotto di Cecilia Granata, protagonista della copertina di Vegan  Italy di ottobre. Una gustosa occasione per sfruttare il delicato radicchio trevigiano, raccolto a novembre e versatile anche in paste, torte salate o semplici contorni. Ingredienti per 4 persone
- 300 g di riso Arborio
- 2 salsicce vegetali schiacciate a pezzi
- 1 piccola cipolla dorata
- 1 radicchio rosso
- 2 grosse noci di burro vegetale
- 1 bicchiere abbondante di birra brodo vegetale a piacere
- lievito alimentare in scaglie 
- a piacere circa 2 cucchiai di olio extravergine di oliva Preparazione
Tagliate finemente la cipolla e il radicchio. Scaldate in una capiente pentola antiaderente l’olio e parte del burro. Soffriggete la cipolla, aggiungete il radicchio e mescolate qualche minuto. Unite il riso e mescolate ancora. Versate la birra e fatela assorbire a fuoco medio.
Aggiungete il brodo (caldo), un mestolo dopo l’altro, mescolando finché il riso non sarà al dente.
Mentre il riso cuoce, scaldate in una padella 1 noce di burro e soffriggete le salsicce, che aggiungerete al riso quando sarà quasi al dente, continuando a mescolare.
Spegnete il fuoco, aggiungete il burro rimanente, spolverate il lievito alimentare, mescolate e lasciate mantecare incoperchiato qualche minuto.
Cospargete altro lievito alimentare prima di servire. ...

Tra colori, pennelli e fornelli

Tra colori, pennelli e fornelli

28/09/2016

Cecilia Granata, italiana di nascita ma americana di adozione, cancella con il suo sorriso tutti i luoghi comuni sui tatuatori burberi e scostanti.
Vegana, artista (nell'immagine sopra particolari delle sue opere) e di recente anche scrittrice, il suo universo creativo è ricco di richiami alla cultura pop e underground, amore per la cucina e per tutte le forme di vita Vegan Italy di ottobre l'ha intervistata e, come prima cosa, le ha chiesto quali sono le differenze principale tra il contesto vegano americano e quello italiano.
«Il primo è di più lunga data, quindi le alternative animal friendly sono più disponibili: da almeno 15 anni i sostituti vegetali al latte sono scontati
più o meno ovunque.
Esistono molti negozi specializzati, ma anche supermercati, di cibo biologico, vegetale, salutistico e crudista ovunque sul territorio nazionale; e poi
gli innumerevoli ristoranti, pasticcerie, coffee-shop, diner (ma mi riferisco alle metropoli; i sobborghi e le zone vaste e desolate offrono davvero poco). Sul piano commerciale, e quindi di diffusione e visibilità, il tessuto americano è molto più vivace di quello italiano; e anche il messaggio e il dibattito
filosofico e culturale attorno al veganismo sono più incisivi. In Italia negli ultimi anni ho notato un’attenzione esplosiva sempre maggiore al mondo vegan, a cui si associa sicuramente di più un aspetto salutista». Ma si parla di cucina italiana in chiave veg?
«Negli Stati Uniti in linea di massima non è contemplata l’ipotesi di una cucina vegana italiana, perché sono convinti che da noi tutto venga affogato nel formaggio (come le “fettuccine Alfredo” appunto) o avvolto nel salame e nel prosciutto.Quando trovo piatti italiani in un ristorante vegano, sono sempre la versione vegan di quelle che sembrano essere ricette italiane: pasta (o panini) e polpette, garlic bread, penne alla vodka oppure l’abominevole chicken parmigiana. Si trovano anche piatti più autentici, come la pizza, le lasagne, gli gnocchi, la polenta, i risotti, ma sempre riadattati al gusto americano, quindi in sostanza con un’infinità di ingredienti e molto più condimento, in dosi più eccessive». ...

È solo ipocrisia?

È solo ipocrisia?

23/09/2016

Era il 28 maggio 2016, una giornata come tante allo zoo di Cincinnati. Finché un bambino di quattro anni, probabilmente per una distrazione dei genitori, cade nel recinto del gorilla di pianura occidentale Harambe. Subito scatta il panico: il primate sembra aggressivo con il bambino, anche se in realtà è spaventato come lui dalle urla della folla.
I veterinari e il direttore della struttura, seppur a malincuore, lo uccidono per salvaguardare l’incolumità del piccolo che, verrà poi scritto nei rapporti, si sarebbe trovato «in grave pericolo », poiché il gorilla «lo strattonava e gettava in acqua». E il grande pubblico, specialmente sui social, insorge, tanto che la petizione Giustizia per Harambe raccoglie oltre 8 mila firme in meno di 24 ore.

Il magazine Vox ha però rilanciato la vicenda con una domanda che ha scosso i lettori: Ci indigniamo per un gorilla e sterminiamo miliardi di polli. Possiamo chiamarla ipocrisia?
Voi cosa rispondete?   ...

L'orto fiorito

L'orto fiorito

21/09/2016

Appassionato di cucina, Eduardo Ferrante svela nel numero di settembre di Vegan Italy i segreti dei fiori di zucca, stupendi e commestibili, che da tempo fanno parte della nostra italica tradizione culinaria.
Cominciamo dall’inizio, cioè dalla raccolta, che non è poi così banale, anzi! Se fatta in modo avventato si rischia la produzione dei frutti, distruggendo zucche e zucchine prima ancora di vederle crescere. Un’altra curiosità, che Edoardo ha scoperto mentre lavorava in giro per il mondo, è che i fiori di zucca hanno un sesso. Maschio o femmina che sia, se raccolti tutti uguali, si rischia di bloccare il processo di fecondazione e quindi di produzione per la stagione a venire.
Incredibile, vero? A essere privilegiati per la raccolta, in questo caso, sono i fiori maschi, in modo che quelli del gentil sesso, debitamente impollinati, possano andare a frutto.
Tradizionalmente i fiori di zucca vengono preparati ripieni di formaggio e prosciutto; Edoardo ve li propone ripieni di tofu affumicato, menta fresca, curcuma e pepe nero.
«Come amo sempre dire ai miei clienti: qui proponiamo piatti “liberi” da prodotti animali» è solito dire lo chef Edoardo. «Amo vivere così, in sintonia con la scelta etica abbracciata da tempo. Tutto qui. E buoni fiori a voi!» ...

Nel cuore d'Irlanda

Nel cuore d'Irlanda

19/09/2016

Accogliente e sempre in fermento, con appena mezzo milione di abitanti e una birra-simbolo, la Guinness, 100% vegandal 2015: Dublino è una piccola e deliziosa capitale da conoscere e scoprire anche in un solo week-end.
È finita l’epoca in cui per i vegan in viaggio se proprio andava bene toccavano quintali di patatine fritte come unica opzione! Accanto a locali cult che si apprestano a festeggiare il 30° anno di attività - come Cornucopia o Govinda’s - nascono piccole realtà le cui storie fanno ben sperare, non solo per il movimento vegan.
All’origine di tutto ci sono la vita e il cibo, e l’onda verde veg non poteva non investire l’Irlanda, isola di smeraldo, e Dublino, la sua capitale. Persino una delle maggiori catene di supermercati irlandesi, Dunnes Stores, non solo ha un reparto di prodotti healthy, gluten-free e vegan da far impallidire il nostro negozietto bio all’angolo. Nell’isola dei cibi da asporto su 12 opzioni, la metà sono vegan. Cosa si vuole di più? ...

Cowspiracy

Cowspiracy

16/09/2016

Vegan Italy presenta in anteprima, il saggio Cowspiracy. Il segreto della sostenibilità tratto dall'omonimo documentario che ha scosso le coscienze mostrando cosa si nasconde dietro alla produzione e al consumo di carne, uova e latticini. Gli autori Kip Andersen e Keegan Kuhn sono partiti da una domanda molto semplice: cosa possiamo fare, nelle nostre vite di tutti i giorni, per rendere il pianeta più sostenibile? Basta davvero differenziare i rifiuti, usare la bicicletta, spegnere la luce quando usciamo dalle stanze, fare docce più brevi per scongiurare il pericolo? Peccato che questi gesti siano solo una goccia nell’oceano. Il problema principale risiede in una pratica di cui ancora sappiamo (o vogliamo sapere) troppo poco: l’allevamento intensivo degli animali, responsabile dell’inquinamento e della distruzione degli habitat, per non parlare della crudeltà che infligge a miliardi di esseri innocenti anno dopo anno.
Gli autori hanno quindi intrapreso un viaggio alla ricerca della vera “sostenibilità”, coinvolgendo le associazioni ambientaliste, ma anche agricoltori, allevatori, intellettuali... Scoperchiando il proverbiale vaso di Pandora.
Ora gli autori rilanciano pubblicando in un saggio delle Edizioni Sonda tutto ciò che non è entrato nel film. Perché la Terra ci fa tantissimi doni da moltissimo tempo. È venuto il momento di restituirle tutto con gli interessi. ...

Dolce Canapa

Dolce Canapa

15/09/2016

Oltre i pregiudizi e i sentito dire, la canapa, e i suoi semi, resta una pianta ricca di proprietà, anche alimentari e curative, ed è un
ingrediente straordinario per ricette tutte da scoprire. Provate ad esempio i biscotti al cacao, pistacchio e canapa. Ingredienti per 1 kg di biscotti circa - 200 g di semi di canapa
- 1 cucchiaino di cannella in polvere
- 200 g di burro di cocco
- 30 g di olio di mais
- 15 g di lecitina di soia in polvere (frullate quella in granuli, se non la trovate in polvere)
- 200 g di zucchero di canna
- 230 g di farina di quinoa
- 150 g di cioccolato fondente
- pistacchi tritati a piacere Preparazione Mettete in ammollo 24 ore i semi di canapa in acqua a temperatura ambiente con 1 cucchiaino di cannella in polvere. Dopo l’ammollo, i semi andranno frullati.  Ammorbidite il burro di cocco in un pentolino scaldandolo a fuoco bassissimo; unite l’olio di mais e la lecitina. Mettete questo composto in frigorifero 24 ore prima di unirlo agli altri ingredienti. Lavoratelo per ottenere un impasto molto malleabile. Considerate che la consistenza del composto dipende molto dal tipo di burro di cocco che avrete utilizzato: se l’impasto è troppo poco morbido, aggiungete un filo di olio di mais; se è troppo molle, aggiungete farina di quinoa. Preriscaldate il forno a 180°C. Stendete i biscotti a una altezza di circa 5 mm e tagliateli con uno stampino per o con un bicchiere capovolto. Infornate a 180°C 13 minuti. A scelta, tuffate i biscotti nel cioccolato fondente fuso a bagnomaria in un pentolino e poi ricopriteli con granella di pistacchio. ...

Capsula Mundi

Capsula Mundi

12/09/2016

Capsula Mundi è più di un progetto architettonico; è la realizzazione concreta del superamento di un concetto che spaventa e intimorisce il tabù della morte.
Gli ideatori, Anna Citelli e Raoul Bretzel, ci spiegano come sia possibile trasformare questa paura in speranza per il futuro. «La nostra ambizione è cambiare l’approccio con la morte. Spesso, nella cultura occidentale, l’argomento è trattato con paura, evitato o nascosto, trasformandolo così in un tabù. L’occasione per concretizzare una nostra intima riflessione in un progetto vero e proprio ci si è presentata nel 2003, quando, come giovani designer, siamo stati invitati a una esposizione internazionale: il Salone del Mobile di Milano. Abbiamo avuto il coraggio di esporre una bara in una mostra internazionale di complementi d’arredo, sfidando così una visione consolidata in cui il design tratta di novità formali per l’uso quotidiano.
Abbiamo pensato che progettare oggetti per la vita dell’uomo comporta creare uno stile di vita per quell’uomo; quindi gli oggetti possono anche modificare quello stile di vita, possono indurre una riflessione. Il tema della morte, evitato da troppo tempo, c’è sembrato il migliore per innescare una riflessione sulla (troppo spesso dimenticata) appartenenza dell’uomo alla natura».
Il progetto è molto semplice, spiega Raoul Bretzel. «In una bara dalla forma a uovo, al cui interno viene posto il corpo del defunto in posizione fetale. L’uovo viene piantato nella terra come un seme e sopra viene messa a dimora una pianta, scelta in vita dalla persona e che sarà curata da parenti e amici. Così pian piano, albero dopo albero, il cimitero diventa un bosco, un bosco di memoria. La pianta inserita nella bara a forma di uovo viene scelta in vita dal defunto e sarà curata da parenti e amici. Così da trasformare i cimiteri in boschi di viva memoria. I cimiteri assumeranno un nuovo aspetto: non più lapidi, ma alberi vivi a formare un bosco di memoria». ...

Elisir di kombucha

Elisir di kombucha

09/09/2016

«Il mio primo approccio con il kombucha» confessa Lucia Valentina Nonna su Vegan Italy di settembre, «risale ai tempi delle scuole medie. Una compagna di classe mi regalò un vaso di vetro con dentro un disco gelatinoso immerso nel tè. È un simbolo di amicizia», disse. «Insieme a quella strana “creatura” mi diede anche un foglio con le istruzioni: dovevo coccolare quel disco, nutrirlo con zucchero e per giunta parlarci, sennò non sarebbe cresciuto bene!
Contrariamente a quanto pensavo, non si trattava di un fungo, bensì di una coltura composta da 6 lieviti e 6 batteri. Da questa simbiosi si forma una sorta di focaccia gelatinosa, chiamata “madre di kombucha”, che produce dei cloni, o figli o scoby
Con grande entusiasmo, iniziai l’autoproduzione. Rimasi stupita dalla facilità con cui è possibile produrre la bevanda, una semplicità che ne ha facilitato la diffusione in tutto il mondo, con un metodo tradizionale rimasto intatto nei secoli». Il kombucha è una bevanda viva, ricchissima di microrganismi benefici, con una coltura batterica attiva che, al pari di quelle presenti nello yogurt, rifornisce l’organismo di una buona dose di principi nutritivi. Grazie alle sue proprietà probiotiche che aiutano a bilanciare i batteri “buoni” e “cattivi” nel tratto intestinale, questa bevanda è considerata da alcuni come un elisir miracoloso, più che una semplice bevanda salutare. ...

L'arte di essiccare

L'arte di essiccare

05/09/2016

Che sorpresa l’orto al rientro dalle ferie!
Quanta abbondanza pronta da raccogliere, ma non solo: va trasformata, e alla svelta, per ottenere scorte fino al prossimo raccolto... o quasi. Dipende anche dalla nostra golosità.
Daltronde pomodori, peperoni, melanzane, zucchine, una volta staccati dalla pianta, si mantengono in ottime condizioni per pochi giorni. Allora che fare?
Possiamo affidarci all'essicazione, una forma antichissima di conservazione dei cibi tornata attuale grazie ai moderni essiccatori domestici, in grado di ridurre gli sprechi e assicurare scorte di salutari leccornie da gustare tutto l’anno.
Trovate alcuni modelli in commercio e diversi progetti di autocostruzione in Rete. Va detto che nelle zone più umide, difficilmente le soluzioni fai da te riescono a essere efficienti quanto gli essiccatori elettrici che offrno una fascia di prezzo piuttosto ampia.
Le idee sono le più varie, si può fare di tutto. I frutti essiccati di una generosa pianta di gelsi, un pieno di antiossidanti con le lenticchie pre-attivate, cioè germogliate e poi essiccate nuovamente o, ancora, gli scarti che tornano a nuova vita: foglie di sedano per ottenerne un sale aromatico.   ...

Alla ricerca dell'equilibrio

Alla ricerca dell'equilibrio

01/09/2016

Nata in Serbia, cresciuta in un paesino in campagna, la chef Sabina Joksimovic ha appreso fin da piccola la magia dei ritmi lenti della natura, i germogli che si trasformano in piante, fiori e frutti, e tutto quello che ha imparato lo celebra ogni giorno con le sue bellissime creazioni. 
Per Vegan Italy propone una ricetta la cui protagonista è una spuma di polenta bianco perla con carota profumata al cardamomo…
Non è difficilissima, però bisogna avere le attrezzature giuste: dal frullatore al sifone. Ingredienti per 4 persone
- 200 g di spinacino
- 150 g di pomodoro ciliegino giallo
- 90 g di lenticchie rosse
- 80 g di farina di mais Biancoperla
- 30 g di amido di tapioca
- 10 carote di medie dimensioni
- 8 fiori di zucca
- 2 mele verdi bio
- olio alle erbe
- olio alimentare di Argan
- 50 g di sesamo bianco
- 50 g di sesamo nero
- 4 pezzi di cardamomo
- lamponi a piacere
- finocchietto a piacere
- fiori di malva a piacere
- menta a piacere
- portulaca a piacere Per la spuma di polenta
Portate a ebollizione in una grande pentola l’acqua con il cardamomo, poi aggiungete la farina di mais e cuocete a fuoco basso circa 40 minuti. Lasciate raffreddare.
Centrifugate le carote e aggiungetene il succo alla polenta fredda. Frullate il tutto e Inserite il composto nel sifone carico, in modo da ottenere una spuma soffice. Per le chips di tapioca
Sbollentate lo spinacino e frullatelo.
In una pentola portate a ebollizione l’acqua e l’amido di tapioca, fino a che il composto non sarà trasparente (5 minuti sono sufficienti). Togliete dal fuoco e aggiungete il liquido ottenuto dagli spinacini frullati. Stendete il tutto su un tappetino da forno e infornate 5 ore a 74°C. Per al purea di ciliegino giallo  
Mettete a bollire le lenticchie. Mentre cuociono, tagliate a metà i pomodori ciliegino e infornateli 26 minuti in forno preriscaldato a 160°C. Dopodiché frullate, setacciate e riempite con il composto un biberon da cucina. Per i fiori di zucca
Pulite e asciugate i fiori di zucca, farciteli con le lenticchie condite con l’olio di Argan e il finocchietto. Richiudete i fiori e, prima di impiattare, frullate le mele verdi. Per le polveri
Tenendoli separati, tostate e frullate il sesamo bianco e quello nero, fino a ottenere due distinte polveri. In ogni piatto, sistemate 2 fiori di zucca con la spuma di polenta e carota, la purea di pomodoro e la mela verde, qualche lampone e le chips di tapioca. Aggiungete i fiori, le erbe e le polveri. ...