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Rivista Kaizen Blog

Chef in concorso

Chef in concorso

30/05/2016

Chef stellato da esattamente 20 anni, Pietro Leemann non si è stancato di migliorare. Per lui la ricerca del gusto e del senso profondo del vivere sono ancora un impegno quotidiano. Nell'intervista su Vegan Italy di giugno, ci racconta come è arrivato alla cucina professionale, quali sono state le esperienze formative che ricorda più volentieri e i traguardi e gli obiettivi futuri della sua carriera.
Ma sopratutto ci racconta del concorso The Vegetarian Chance, giunto alla sua terza edizione.
Nato proprio dalla sua costante ricerca di migliorare ma anche per offrire una vetrina e un trampolino di lancio a giovani e talentuosi chef vegani, il concorso si svolgerà a Milano al ristorante Joia di Leemann il 12 giugno e sarà aperto solo su invito alla stampa e agli addetti ai lavori. Tra i sette giurati presieduti da Pietro Leemann anche la dottoressa Michela De Petris, il giornalista Davide Paolini, cuochi e ambientalisti.
Il regolamento prevede la presentazione di due piatti: uno di tradizione, uno creativo, uno solo vegano, un altro con la facoltà di usare latticini senza caglio animale. I prodotti devono essere di stagione, locali e biologici.
Il concorso The Vegetarian Chance è ideato da Pietro Leemann e dal giornalista Gabriele Eschenazi.  
Vegan Italy è Media Partner. ...

Cavoli… è il momento!

Cavoli… è il momento!

23/05/2016

Orto autunnale? Si comincia a primavera!
Proprio così, chi conosce i tempi della Natura sa che la progettazione nell’orto spesso richiede due stagioni di anticipo. Un esempio su tutti: la famiglia dei cavoli.
Iniziamo dunque a pianificare il nostro orto autunnale con il mese di maggio quando le temperature ormai si sono innalzate stabilmente e le giornate si allungano. Annalisa Malerba su Vegan Italy di maggio ci presenta la nutrita e nutriente famiglia dei cavoli, dalla verza (Brassica oleracea var. sabauda) al cavolo cappuccio (Brassica oleracea), dal cavoletto di Bruxelles (Brassica oleracea var. gemmifera) almeno conosciuto navone (Brassica rapa var. rapa), dal cavolfiore (Brassica oleracea var. botrytis) ai cugini orientali, come il cavolo cinese (Brassica oleracea var. chinensis) e il pakchoi (Brassica rapa subsp. chinensis), da pochi anni arrivati nei nostri mercati e apprezzati sulle nostre tavole. Proprio il neofita può lasciarsi prendere dall'entusiamo, rinunciare a partire dalle piantine già formate e iniziare dal seme, ricordando che è sempre possibile usare vasi di recupero e bisogna non eccedere con la quantità di seme: calcolate bene le dimensioni da ottenere per la fase di trapianto!
Evitate, se dovete impiegare una parte di terra acquistata, prodotti a base di torba, la cui estrazione, almeno nel nostro Paese, è devastante per l’ecologia degli ambienti nei quali naturalmente si viene a formare.
Dall'alveolo al terreno il passo è più semplice di quanto si possa credere se si seguono i consigli di Annalisa. E poi perchè non coltivare la bellezza? Non dimenticate le coloratissime ed eleganti varietà di cavoli ornamentali, utili per le situazioni di orto giardino in cui le aiuole debbano gratificare anche la vista, o per balconi di città in cui vada mitigato l’aspetto bucolico. Sono d’altro canto commestibili e potete consumarli come fossero cavoli cappucci classici. ...

Il dolce Felicità

Il dolce Felicità

18/05/2016

Dall’amico chef Eduardo Ferrante una sorprendente torta cruda di carote e farina di carrube, 100% vegetale, da preparare usando solo un mixer e un leccapentole. Deliziosa da gustare e perfetta per cucinare insieme a figli e nipoti. Come primo impegno per Vegan Italy, Eduardo ha scelto un dolce con le carote, ricche di alimenti insostituibili come vitamine, fibre e non ultimo betacarotene. Le carrube sono invece un vantaggioso sostituto al cacao, 100% gluten-free, ricche di proteine e antiossidanti. Imparare che si possono preparare piatti ricchi di gusto utilizzando materie prime semplici e importanti non ha prezzo. Ecco quindi una torta che saprà far felici i vostri bambini, i quali spesso non amano mangiar verdure, e anche gli adulti.
Nel suo ristorante a Torino, questo dolce prende il nome di “Felicità” ed Eduardo non ci nasconde che è la più richiesta. Mangiare carote per dolce, chi l’avrebbe mai detto. Mica male, no? Su Vegan Italy di maggio, la ricetta passo passo. ...

Vegan fashion

Vegan fashion

13/05/2016

Una famiglia povera costretta a emigrare, i sacrifici per aprire un’attività in proprio e, finalmente, la consacrazione internazionale. La storia di Luca Chiara, azienda di respiro internazionale che produce borse, scarpe e accessori in pelle vegana, affonda le radici agli inizi del Novecento, copre due continenti e ha tutte le caratteristiche del “grande sogno americano”.
A raccontarla su Vegan Italy di maggio è Martin Salerno, responsabile e pronipote del fondatore dell’azienda la cui produzione è sempre stata vegana, per svariati motivi: i materiali sono più leggeri, più duraturi, non scoloriscono, possono essere testurizzati, cioè modificati a seconda delle esigenze di lavorazione, e si puliscono facilmente con acqua e sapone. Soprattutto, la pelle vegana è rispettosa degli animali e dell’ambiente.
Oggi, portafogli e borse sono i prodotti in cima alle vendite. Per l’ispirazione e lo stile, tutta la nostra offerta si rifà ai più famosi designer italiani, con in più il desiderio di esere etici, pratici e con prezzi molto contenuti. ...

Il piacere senza il peccato

Il piacere senza il peccato

11/05/2016

Classe 1982, vegan dal 1998 e cuoco dal 2006. Chef Marco Bortolon fa dell’empatia e dell’ascolto l’ingrediente in più di tutte le sue creazioni: ascolto della natura, della vita intorno, dei suoi affezionati clienti e di se stesso. Ha lavorato e appreso la sua arte in tantissimi ristoranti, tra cui il Joia di Milano e il Margutta di Roma, ma anche a Padova, Venezia, Treviso e Londra, «perché da tutti c’è sempre da imparare». Turista gastronomico in Francia, Portogallo e New York, poi di nuovo a Milano (per amore!). Ha imparato in cucina, al lavoro, da grandi chef e ottimi compagni di strada, ma anche in una scuola classica, tradizionale, come il CAST Alimenti di Brescia, e in apprezzatissimi stage, come quello da Alajmo.
Oggi libero professionista per privati e aziende, Chef Marco Bortolon è anche presidente e cuoco di un’associazione culturale: il Club Chieto Vivere, un luogo nella campagna trevigiana dove scoprire (o riscoprire) quanto sia piacevole mangiare vegano, stare in compagnia e anche, volendo, imparare. Qui infatti è possibile frequentare diversi corsi, dallo svezzamento naturale alla cura dell’orto, al riconoscimento delle erbe spontanee. Ma questo è solo il presente… «Le migliori ricette arrivano guardando l’orto o passeggiando nei prati» ci dice nell'intervista in esclusiva su Vegan Italy di maggio. «La terra ci dice quale ingrediente vuole l’altro, a noi sta solo interpretare il messaggio». ...

Nostalgie appagate

Nostalgie appagate

06/05/2016

Avete nostalgia delle olive ascolane che mangiavate quando non eravate vegani? OK! Speriamo allora con questa ricetta di restituirvi uno degli stuzzichini più goduriosi della nostra cucina! Ingredienti per circa 100 olive ascolane veg - 330 g di seitan (meglio se duro al tatto)
- 100 olive verdi (1 kg) di varietà Tenera Ascolana
- 30 g di mollica di pane di farro
verdure per soffritto: 1 piccola cipolla, 1 piccola carota e 1 piccola costa di sedano
- la punta di 1 cucchiaino di noce moscata
- 1 chiodo di garofano
- 80 g di Parmiveg (mandorle tritate fini con 1 pizzico di sale)
- la scorza grattugiata di ½ limone
- 1 bicchiere di vino rosso
- 100 ml di acqua di cottura dei ceci
- sale q.b. Per la panatura:
- 200 ml di acqua di cottura dei ceci
- farina di farro q.b.
- pane grattugiato di farro q.b.
- ½ litro di olio di semi Tritate le verdure per il soffritto e fatele rosolare insieme al chiodo di garofano in poco olio extra vergine di oliva, poi aggiungete il seitan tagliato a pezzetti (io lo passo in un tritacarne). Quando il seitan sarà rosolato salate e sfumate con il vino facendolo evaporare.  Togliete il chiodo di garofano e passate il composto in un mixer, lasciatelo raffreddare, quindi macinatelo; versate il composto in una ciotola, aggiungete la noce moscata, la scorza grattugiata di ½ limone, l’acqua di cottura dei ceci, il Parmiveg, la mollica di pane ridotta in briciole e impastate fino a ottenere un composto morbido ma compatto, lasciatelo riposare ½ ora. Passiamo al denocciolamento delle olive: partendo dal picciolo, con un piccolo coltello affilato tagliate a spirale l’oliva senza rompere la polpa. Va fatto senza mai staccare la lama dal nocciolo! 
Riempite le olive con il ripieno, ridando loro la forma originale. Per l’impanatura preparate tre diverse ciotole con: farina, acqua di cottura dei ceci, pane grattugiato. Passate ogni oliva prima nell’acqua, poi nella farina, poi ancora nell’acqua, e per ultimo nel pane grattugiato (anche per 2 volte). Friggete in olio bollente rigirandole spesso. Devono dorare, non bruciare! Sgocciolatele e ponetele su di un piatto con carta assorbente. Più sono calde e più saranno buone! ...

Tutte le passioni di Loredana

Tutte le passioni di Loredana

03/05/2016

Ogni mese, Vegan Italy, la più completa e autorevole rivista di cultura, alimentazione e lifestyle vegan, intervista le più illustri personalità del mondo vegan, come chef, attivisti, artisti e non solo. Nel numero 8 di maggio, Martina Donati intervista Loredana Cannata, un’attrice di talento e attivista appassionata: morbida ed elegantissima sui red carpet e provocatoria e nuda (se serve) per difendere i diritti di animali e umani. Unica interprete italiana del film Youth. La giovinezza, del regista premio Oscar Paolo Sorrentino, la sua ecletticità le permette di spaziare tra cinema, teatro e televisione (sia RAI che Mediaset) e di essere al tempo stesso un’attivista convinta e osservatrice internazionale in Chiapas. Ecco un estratto dell'intervista. Loredana, quando sei diventata vegana e perché?
Presi la decisione di diventare vegana per una questione politica e spirituale, ma subito diventò soprattutto un impegno animalista. Era il maggio del 2012. Da anni ero un’attivista politica e sociale e facevo la mia parte per creare un mondo diverso. Un giorno chiesi con forza alla Vita di indicarmi come diventare un’attivista più incisiva.
Ed efficace. In quel momento volò vicino a me un falco, poi mi ripassò accanto e mi guardò, ci guardammo, per un lunghissimo istante.
Nella tradizione sciamanica l’incontro con il falco significa che la Vita ti invita a tenere gli occhi ben aperti perché ha per te dei messaggi. Cominciai così a valutare più attentamente ciò che mi accadeva.
Pochi giorni dopo, partecipai alla prima mobilitazione a livello europeo contro le misure di austerity imposte dall’alto, eravamo a Francoforte, sede della BCE.
Fui arrestata, insieme ad altri, e per me era la prima volta. Pensai che il livello dello scontro si stesse alzando, in quella che percepisco anche come una lotta, eterna, tra Bene e Male, tra Luce e Ombra, e che, di pari passo, dovesse alzarsi il livello del mio impegno.
Tornata a casa, per una serie di coincidenze, mi ritrovai davanti a un video in cui delle persone condividevano della frutta durante una meditazione. Intuii, come ho poi sperimentato, che non nutrirmi delle sofferenze animali avrebbe aumentato e purificato la mia energia, la mia anima. Capii che diventare vegana era il passo che la Vita mi invitava a fare. Istantaneamente mi resi conto che, se mangiare solo vegetali migliorava la mia energia e acuiva tutti i miei sensi, soprattutto il sesto, allora uccidere e sfruttare gli animali non era una cosa indispensabile, né immutabile, ma percepita così solo perché la si fa da moltissimo tempo.
Le torture e i massacri ai quali gli animali sono sottoposti si rivelavano finalmente per quello che sono: pratiche arcaiche, spietate e superabili. Diventò per me lampante e straziante, imperdonabile, l’inutile martirio di miliardi di animali imprigionati, seviziati, violentati, ammazzati. Decisi, così, che il mio impegno sarebbe stato per loro, per queste straordinarie creature, ultime tra gli ultimi, che non hanno modo né voce per difendersi. ...