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È nato prima l’uovo o l’aquafaba?

È nato prima l’uovo o l’aquafaba?

28/04/2017

Conosciuta anche come «brodo di legumi», «liquido di conservazione dei legumi», «liquido di cottura dei ceci», già dal nome l’aquafaba sembra una parola magica… infatti è capace di trasformarsi: in un uovo o nei latticini.
Il suo successo è iniziato nel 2015, quando si diffuse la notizia che qualcuno, con il liquido di conservazione contenuto in una lattina di ceci in scatola, era riuscito a imitare le proprietà dell’albume d’uovo. Il liquido di cottura dei legumi secchi può essere trasformato in una meringa e in altre ricette da sempre vietate ai vegani. Da allora, il numero di persone che hanno iniziato a cimentarsi con l’aquafaba, spinte dalla curiosità di vedere fino a che punto questo liquido possa essere un sostituto dell’uovo, è in crescita costante.
Il risultato sono stati macarons a base di aquafaba, tentativi di angel cake, biscotti all’aquafaba, e la lista non finisce qui; se finora una ricetta richiedeva le uova, potete scommettere che qualcuno, da qualche parte, ha provato a sostituirle con l’aquafaba. E fra questi, qualcuno lo avrà fatto con un inaspettato successo. Vi sembra incredibile? Adesso c’è anche un ricettario, Aquafaba (Sonda, 2017), per togliervi ogni dubbio. ...

Brunch di primavera

Brunch di primavera

24/04/2017

Finalmente i primi raggi di sole riscaldano l’aria e non rendono più così traumatico abbandonare il caldo del letto, specialmente la domenica, quando possiamo dormire qualche ora in più. E per cominciare con il piede giusto la giornata, ecco qualche idea sfiziosa per un brunch indimenticabili.
Tiziana (Titti) Alberti ha scritto Fai colazione (e brunch) a casa! (Edizioni Sonda, 2017) dove ha raccolto ricette e suggerimenti sfiziosi per colazioni 100% vegan. Come, ad esempio, i salamini ai pistacchi, una ricetta semplice da preparare e di sicuro effetto. Molto gustosa al punto da essere apprezzata anche dai palati più esigenti, è ottima a colazione, ma anche per un aperitivo.
Ingredienti per 2 salamini (circa 300 g l’uno) 40 g di pomodori secchi sottolio 
120 g di brodo vegetale 
250 g di tofu
2 cucchiai di salsa di soia
2 cucchiai  di concentrato  di pomodoro
150 g di preparato per seitan
2 cucchiai di lievito alimentare in scaglie
 ½ cucchiaino di chili
1 spicchio di aglio
1 cucchiaino  di cipolla disidratata
1 cucchiaino di semi  di finocchio in polvere
40 g di pistacchi sgusciati   Preparazione Scolate i pomodori. Mettete nel robot da cucina tutti gli ingredienti, tranne i pistacchi. Amalgamate bene il composto fino a renderlo cremoso e omogeneo. Versate la crema ottenuta in una ciotola e aggiungete i pistacchi interi, mescolando bene in modo che si distribuiscano uniformemente. Dividete l’impasto in 2 parti uguali e formate 2 salsicciotti. Inserite ciascun salsicciotto in una garza a maglie fitte o in un telo da cucina. Chiudete le 2 estremità stringendole bene (come se si trattasse di una caramella) e legatele strette strette con lo spago da cucina. Ponete i 2 salamini su una vaporiera e cuocete 1 ora. Lasciate raffreddare prima di rimuovere la garza. ...

Ma diamo i numeri?

Ma diamo i numeri?

21/04/2017

Il mito vegetariano, dell’americana Lierre Keith, spara cifre, snocciola dati e regala argomenti spacciati come scientifici per descrivere la scelta vegana come il peggio del peggio, per noi e per l’intero pianeta. Ne vogliamo parlare, ma sul serio?
Lierre Keith dice nel suo libro «Il modello animalista è destinato a fallire, perché la dieta animalista è un incubo ambientale», sostiene ancora Keith, nel suo crescendo di catastrofismo. «Perché il pianeta ha praticamente finito tutto il proprio humus. I cereali annuali dei vegetariani stanno causando una distruzione di massa». Ma davvero? Quelli dei vegetariani? Non scherziamo. Non sarebbe così neppure se tutti i cereali prodotti sulla Terra servissero soltanto all’alimentazione umana. Per i numeri di cui sopra e per questi altri ancora: per nutrire per un intero anno un essere umano a base di soli alimenti vegetali, occorrono meno di 700 metri quadrati di terreno, più di 2.000 se la stessa persona è latto-ovo-vegetariana, mentre addirittura 12.131, se invece la sua dieta prevede anche gli attuali elevati consumi di carne. In pratica, nel medesimo terreno vasto poco più di ½ ettaro, è possibile produrre quasi 17.000 kg di verdura, contro 170 kg di carne. Ne consegue che, se ogni essere umano presente sulla Terra decidesse di abbracciare una dieta vegan, il risparmio quotidiano moltiplicabile, per ognuno di quei 7 miliardi di persone che abitano il pianeta, sarebbe pari a: - oltre 4.000 litri d’acqua,
- 20 kg e mezzo di cereali,
- circa 3 metri di terreno deforestato,
- più di 9 kg di CO2. Ogni giorno, per tutti i giorni dell’anno. Tutto questo ci insegna che i numeri devono essere slegati dalle opinioni quando si cerca di comprendere il mondo. Numeri che non hanno bisogno di ulteriori commenti, ma solo di essere conosciuti. ...

Santuari vegani

Santuari vegani

18/04/2017

In Italia nel 2014 è nata la Rete dei Santuari di Animali Liberi, un’aggregazione di rifugi che ha come obiettivo quello di contribuire a un miglioramento dell’attuale relazione tra noi animali umani e gli animali non umani. Una Rete gestita da una ventina di attivisti e un numero molto più alto di volontari che unisce luoghi di accoglienza per animali ex da reddito in cerca di una casa, luoghi cioè che propongono una strada alternativa a quella dello sfruttamento di individui che sono proprio come noi.
Questa Rete, progetto pilota in Europa, cerca di stabilire, attraverso la sua Carta dei Valori, una serie di principi fondamentali per contribuire non solo alla salvezza dei soggetti ospitati (circa 500 animali) ma anche di quelli fuori, che spesso sono condannati a causa della nostra ignoranza. Ecco i rifugi che rientrano nel progetto: Fattoria della Pace Ippoasi onlus
via Livornese, 762
56122 San Piero a Grado (PI)
Rifugio della Bubi
Loc. I campi, Frazione La Sassa,
56040 Montecatini Val di Cecina (PI)
www.ippoasi.org
Contatti (per entrambi i rifugi) 389 7629476 -  info@ippoasi.org Oasi La Belle Verte onlus
Strada vicinale del Molino,
15071 Madonna della Villa (AL)
www.lanonfattoria.org - 345 9277711 - labelleverteveg@gmail.com Oasi Be Happy
Località Crocino, 58054 Scansano (GR)
oasibehappy@libero.it Rifugio Miletta
via Visconti, 31 ter
28010 Agrate Conturbia (NO)
www.rifugiomiletta.org - 346 3132222 PorciKomodi di Vita da Cani
Via Giuseppe Ungaretti, 34
20020 Magnago (MI)
349 0581076
Porcikomo di Chiari
Via Pontoglio, 4a Chiari (BS) 
333 6827137
Contatti (per entrambi i rifugi)
www.vitadacani.org -  02 93871132 - vitadacani@vitadacani.org Palle di Lana di Animal SOS
Carmagnola (TO)
www.animal-sos.it - 339 3018042 - info@animal-sos.it ...

Un salto a Tokio

Un salto a Tokio

14/04/2017

Tra tradizione e modernità, passato e futuro, Tokio è anche una delle migliori mete vegan al mondo, con una varietà e un’offerta seconde solo a New York. Certo, non è più la seconda potenza economica al mondo, ormai scavalcato da un’impetuosa Cina, ma rimane sempre la principale potenza culturale e tecnologica dell’Oriente, e Tokyo è il corrispettivo asiatico di Londra. Qui nascono mode e tendenze che poi si propagano nel resto del continente e perfino in Occidente. Nella capitale giapponese è possibile contare oltre ottanta ristoranti vegan, a cui si aggiungono una quarantina di vegetariani e un’innumerevole quantità di locali con opzioni cruelty-free. Elencarli tutti è impossibile, anche perché il tasso di ricambio è incredibilmente alto.
Non resta che seguire il viaggio di Yari Prete su Vegan Italy di Aprile per soffermarsi su quelli più longevi, da quartiere a quartiere. E già che ci siamo ecco un’imperdibile ricetta, la zuppa di miso o misoshiru,  uno dei piatti-base della cucina del Sol Levante. A colazione, pranzo e cena, sempre bollente e in qualsiasi occasione, è un ottimo e sanissimo modo per iniziare il pasto. Ingredienti per 4 persone 8 cm di alga Wakame
1 cipolla
2 piccole carote
1 broccolo
1 cipollotto
1 cucchiaio abbondante di miso di orzo Preparazione Mettete a bagno in acqua calda l’alga Wakame 5 minuti. Tagliatela a strisce e versatele con 5 tazze di acqua in una pentola. Lasciate bollire 5 minuti. Nel frattempo, affettate la cipolla a mezzaluna e aggiungetela in pentola. Lasciate bollire altri 5 minuti. Sbucciate e tagliate finemente le carote e fatele bollire altri 5 minuti. Tagliate finemente le infiorescenze del broccolo e aggiungetele, cuocendo altri 5 minuti. Prendete un po’ di brodo e scioglieteci dentro il miso, mescolando bene. Aggiungete il miso al brodo e fate sobbollire ancora 2 minuti.
Guarnite con il cipollotto e servite bollente.

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Ospitalità vegan

Ospitalità vegan

11/04/2017

Che ne dite di un fine settimana all’insegna dell’arte, della convivialità e del buon cibo? Dove? A Modena!
Nonostante una ricca tradizione culinaria basata su prodotti di origine animale, vanta ormai una variegata offerta vegan, che ben si accorda con la tradizionale ospitalità degli abitanti e con il loro amore per il cibo. Vegan Italy di aprile propone quindi un percorso alla scoperta di questa gemma nascosta, al di fuori dei soliti itinerari turistici. Ma per farvi ingolosire subito ecco una ricetta da leccarsi i baffi: l’Erbazzone, tipico di Reggio nell’Emilia, viene chiamato anche scarpazzone, dal reggiano scarpasòun, perché nella preparazione si usava anche il fusto bianco, cioè la «scarpa», della bietola. Ingredienti per 6 persone 50 ml di olio extravergine di oliva
150 ml di acqua farina a piacere
1 cucchiaino di sale marino integrale Preparazione Versate in una ciotola capiente l’olio, l’acqua e il sale. Aggiungete a poco a poco la farina, finché non sarà completamente assorbita. Mescolate fino a ottenere una pasta soffice, un po’ unta, ma assolutamente non appiccicosa. Avvolgetela in una pellicola per alimenti e lasciate riposare in frigorifero almeno 1 ora. Per il ripieno, cucinate le verdure in un tegame incoperchiato, senza acqua, a fuoco bassissimo. Scolate e saltate in padella qualche minuto con poco olio, il dado e un po’ di pepe. Lasciate raffreddare. Prendete la pasta dal frigorifero. Avrà trasudato un po’ di olio e quindi sarà necessario farlo riassorbire impastando nuovamente e aggiungendo un po’ di farina, se necessario. Dividetela a metà e tirate 2 sfoglie sottili. Bucherellate con una forchetta una delle sfoglie e adagiatela in una teglia coperta di carta da forno, disponeteci le verdure e ricoprite con l’altra sfoglia. Ripiegate gli angoli e i bordi e bucherellate anche questa sfoglia con la forchetta. Spennellate con acqua e spolverate un po’ di parmigiano. Cuocete in forno caldo a 180°C circa 30-40 minuti. ...

Lager di oggi

Lager di oggi

09/04/2017

Un articolo sul New York Times del giornalista premio Pulitzer Michael Moss ha scoperchiato il vaso di Pandora su una realtà degna dei peggiori film horror: lo US Meat Animal Research Center che, a scapito del nome, di «centro di ricerca» ha ben poco.
La cosiddetta ricerca viene effettuata soprattutto attraverso operazioni invasive e pericolose, che puntano ad aumentare la fertilità (e di conseguenza la produttività) degli animali. Gli esperimenti effettuati per rendere gli animali d’allevamento più grossi, magri e fertili, non erano altro che torture, che sfociavano in gravi complicazioni da risolvere con ulteriori operazioni chirurgiche. Per esempio, i maiali privati del grasso naturale non si potevano riprodurre, quindi si interveniva chirurgicamente su ovaie e cervelli per stimolarne la fertilità, in un allucinante circolo vizioso. E i piccoli dati alla luce erano sì più numerosi, ma anche più deboli, e costretti in uno spazio talmente angusto che finivano schiacciati dalla madre. E gli agnelli abbandonati nei campi perché diventassero autosufficienti finivano per morire di freddo e stenti, o divorati dai coyote. Nessuno si occupava più di loro. Per molti dipendenti della struttura - soprattutto veterinari - la situazione è diventata intollerabile, tanto che la maggior parte di loro ha rassegnato le dimissioni. ...

Disobbedire è un obbligo

Disobbedire è un obbligo

06/04/2017

Provato ma non piegato da una vicenda giudiziaria tanto violenta quanto surreale, l’attivista e filosofo austriaco Martin Balluch non rinuncia a esercitare il suo diritto di indignarsi e quindi agire, in difesa di chi non ha difese, per la costruzione di una «società multispecie». «Nel 1979 ho iniziato il mio percorso da attivista ambientalista, concentrandomi poi sul protezionismo animale e l’antispecismo. Nel mio attivismo sono molto pragmatico. Non voglio sbattere la testa contro un muro, quindi mi pongo obiettivi concreti, realizzabili nell’arco di uno-due anni, e procedo.
Nel 2004 avevamo portato a termine alcune campagne politiche di grande impatto, arrivando per esempio alla messa fuori legge dell’allevamento dei polli in batteria, alla creazione di avvocature per i diritti animali e alla fine della vendita delle pellicce in diverse catene della grande distribuzione. Evidentemente, qualcuno tra i poteri forti legati al mondo della caccia e della carne si è sentito minacciato e ha preteso un giro di vite.
Ora so che le cerchie più influenti sono in grado di scatenare il terrore, arrivando a distruggere una persona senza manco sporcarsi le mani.  È difficile digerire la violenza smisurata che ci ha aggrediti. Eppure, c’è bisogno di un profondo cambiamento che conduca alla liberazione animale. Per ottenerlo è necessario un attivismo di rottura, una netta resistenza a colpi di disobbedienza civile». ...

Vi invito a Sydney

Vi invito a Sydney

03/04/2017

Continua il nostro viaggio alla scoperta delle mamme veg. Ci spostiamo a Sydney per conoscere Jessica Matino Ndibe, una vera forza della natura! Piena di interessi e attiva nel campo dei social media, della ristorazione e della fotografia, ci parla del suo essere mamma veg con entusiasmo e calore. «Diventare mamma mi ha fatto capire davvero quanto sia sacro il legame tra una madre e il suo bambino» confessa Jessica. «Dopo vent’anni da vegetariana, ho aperto gli occhi sulla realtà delle mucche: prima sono ingravidate a forza poi, subito dopo il parto, si vedono portare via i vitellini (se sono femmine; i maschi vengono direttamente uccisi), un trauma che le segna per sempre. E tutto questo solo perché gli esseri umani possano bere il latte, che non è neanche destinato a loro! A quel punto, non potevo che diventare vegana. Con il nostro esempio abbiamo mostrato a molti familiari e amici quanto sia benefico questo stile di vita, non solo per gli animali, ma anche per la nostra salute e l’ambiente». ...