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Cambiare vita con un negozio cruelty-free

Cambiare vita con un negozio cruelty-free

20/04/2016

Francesca Dellamore, di Santo Stefano di Cadore, in provincia di Belluno, è una lettrice di Vegan Italy che ha deciso di condividere con noi la sua esperienza professionale, che le ha cambiato la vita. Noi la pubblichiamo con molto piacere, e le auguriamo buona fortuna per il futuro!                                                           ----------- ---- ------------ «Ho avviato il mio progetto a dicembre 2014, sfruttando come punto vendita un piccolo spazio all’interno dell’albergo di famiglia, poiché non avevo ancora intenzione di lasciare il mio lavoro: ero cost controller e commerciale estero in un’azienda che si occupa di trattamenti galvanici e verniciature, principalmente su accessori moda (il cliente più importante che seguivo era Louis Vuitton, che rappresenta l’esatto opposto di ciò in cui io credo...). A luglio 2015 ho trovato il coraggio, o meglio l’incoscienza di licenziarmi (avevo un contratto a tempo indeterminato) e, dopo un periodo di ricerca, ho trovato un bellissimo locale commerciale in una CasaClima a Sappada, un caratteristico paesino di montagna di origine austriaca, a 12 km dal mio paese. Per ora ho un contratto fino ad aprile: a me piacerebbe restare qui, ma prima di me si era interessata un’altra attività che aveva chiesto il locale a partire da maggio, dunque se dovesse permanere il loro interesse troverò una soluzione alternativa (qui a Sappada oppure in un’altra località di montagna, San Candido ad esempio... Tengo molto a sviluppare il mio progetto fra le “mie” montagne, perché ritengo che in mezzo a questo ambiente sia più facile sentirsi vicini agli animali ed alla natura, ed amarli). Tratto cosmetici ecobiologici non testati su animali, borse e scarpe in materiali alternativi alla pelle, oggettistica di marchi che prestano attenzione all’ambiente, il tutto Made in Italy. Il negozio si chiama Arno, come si chiamava il mio cane, grazie al quale ho iniziato a guardare agli animali ed alla natura con occhi diversi, diventando vegetariana, quasi vegana. Arno era il cane da caccia di mio zio, che io e mia madre abbiamo “adottato” dopo che mio zio è mancato (in un incidente di caccia), trasformandolo (senza troppa fatica...) in un cane da salotto. Arno è venuto a mancare a luglio 2014, all’età di 15 anni e mezzo: il mio progetto è nato grazie a lui, perché ho capito che non ha senso sprecare la nostra vita facendo qualcosa che non ci piace e di cui non ci importa. Ovviamente Arno richiama più facilmente alla mente il fiume che bagna Firenze e questa coincidenza mi fa estremamente piacere: perché ho abitato a Firenze due anni ed è la città che amo di più; perché credo che evochi perfettamente l’italianità, a cui tengo molto; perché, essendo la culla del Rinascimento, evoca anche il concetto di rinnovamento, alla base dei marchi che ricercano nuovi materiali per realizzare il Made in Italy che tutto il mondo ammira». ...

Non la solita pasta

Non la solita pasta

18/04/2016

Chi l’ha detto che con il frullatore si possono preparare solo succhi e zuppe? Tess Masters ha dato nuova vita a questo elettrodomestico, e nel suo best-seller Il frullatore che ti cambia la vita ci spiega come sfruttarne tutte le potenzialità per preparare primi, secondi e dessert sani. Ecco un esmpio di pasta veramente originale, tratta dal numero di Aprile di Vegan Italy, Stroganoff cremoso ai funghi. Ingredienti - 3 cucchiai di olio di oliva
- 75 g di cipolla dorata a cubetti
- 2 cucchiaini di aglio tritato finemente (circa 2 spicchi)
- 540 g di funghi champignon a fettine
- 480 ml di brodo vegetale
- 345 g di tofu secco liscio o normale
- 3 cucchiai di salsa tamari (salsa di soia senza glutine)
- 1 cucchiaino di timo tritato (non secco)
- 1 punta di cucchiaino di pepe nero appena macinato, più un po’ a piacere sale naturale
- 340 g di fettuccine o spaghetti senza glutine
- 10 g di prezzemolo tritato, più un po’ per guarnire
- 2 cucchiai di erba cipollina tritata finemente Preparazione

Scaldate in una casseruola capiente 1 cucchiaio di olio di oliva a fuoco medio-alto e rosolatevi la cipolla 5 minuti, finché non sarà morbida e trasparente. Abbassate il fuoco al minimo e aggiungete gli ultimi 2 cucchiai di olio. Unite l’aglio e i funghi e cuocete tutto 15 minuti, finché i funghi non saranno morbidi. Togliete dal fuoco e lasciate da parte.
Mettete nel frullatore 240 ml di brodo vegetale e il tofu e frullate ad alta velocità 30-60 secondi, finché non avrete una purea omogenea e cremosa. Aggiungete 180 g di mix di funghi e frullate a scatti, per ottenere una consistenza granulosa, non liscia.
Versate nella casseruola il composto di tofu e funghi e unite, mescolando, il tamari, il timo e il pepe. Portate a ebollizione a fuoco alto, poi abbassate il fuoco e fate sobbollire 5 minuti, rimestando spesso, finché la salsa non si sarà addensata.
Alzate il fuoco al massimo e aggiungete ancora 120 ml di brodo, portate a ebollizione, poi abbassate il fuoco a intensità medio-alta e fate sobbollire 10 minuti, finché i liquidi non si saranno ridotti alla metà. Alzate di nuovo il fuoco e aggiungete il brodo rimasto. Portate nuovamente la salsa a ebollizione, poi abbassate il fuoco a intensità media e lasciate sobbollire 10 minuti, finché non sarà diventata cremosa.
Coprite e lasciate al caldo.
Cuocete la pasta seguendo le indicazioni sulla confezione, poi scolatela e unitela alla salsa ai funghi. Aggiungete il prezzemolo e mescolate per amalgamare.
Condite a piacere con sale e pepe e servitela in una zuppiera da cui si serviranno i commensali, guarnendo con erba cipollina e prezzemolo. ...

Cosa mettiamo nella loro ciotola?

Cosa mettiamo nella loro ciotola?

14/04/2016

Perché dovremmo nutrire il nostro cane o il nostro gatto con ciò che evitiamo di consumare per non arrecare sofferenza? Come si può spezzare la catena dello sfruttamento animale se si continua a indulgere nelle proprie abitudini e nella comodità di aprire una scatoletta per il cane o il gatto dopo una lunga giornata trascorsa fuori casa?
Da anni gli attivisti fronteggiano questa spinosa questione proponendo, ad esempio, di abituare soprattutto i cani al cibo vegetale. Esistono in Italia dei prodotti per cani completamente vegetali come il Vecan, ad esempio, uno dei più diffusi e utilizzati, soprattutto nei santuari per animali, i cui responsabili, abbracciando la filosofia antispecista rifiutano in principio e legittimamente il consumo di tali prodotti basati sullo sfruttamento di animali da allevamento intensivo.
La questione è più complicata per i carnivori puri come i gatti: qui bisogna  ingegnarsi per trovare delle soluzioni a minor impatto.
Intanto l’industria del cibo destinato agli animali domestici è in continua ascesa e non conosce crisi economica, questo prima di tutto perché oramai oltre il 30% delle famiglie ha in casa un animale domestico, con cifre che arrivano quasi a quindici milioni, considerando esclusivamente cani e gatti. L’aspetto che allarma di più è il fatto che siano effettivamente scarsi gli approfondimenti sul tema e altrettanto scarse le informazioni che possiamo raccogliere su quelli che, senza mezzi termini, potremmo definire i “retroscena” del commercio del cibo destinato a cani e gatti.
Occhi aperti dunque e prima di aprire una busta di quelle crocchette che tanto fanno impazzire il nostro cucciolo peloso, forse è meglio leggere l’articolo inchiesta di Stef Bettini e Valentina Sonzogni sul numero di Aprile di Vegan Italy. ...

Effetti collaterali

Effetti collaterali

11/04/2016

Non sono solo gli esseri umani a pagare per le conseguenze dei conflitti: in conflitti come quello che da cinque anni sta dilaniando la Siria anche la natura rischia la distruzione e l’estinzione.
Un gruppo di scienziati siriani ha compiuto una vera e propria missione di salvataggio per preservare migliaia di semi, simbolo prezioso della biodiversità del nostro pianeta.
Nel mese di novembre 2015 un team di scienziati siriani dell’International Center for Agricultural Research in Dry Areas (Icarda) ha così salvato un pezzo di patrimonio inestimabile dell’umanità: da Aleppo, ha prelevato e trasportato allo Svalbard Global Seed Vault, in Norvegia, circa 150mila campioni di semi raccolti negli ultimi quattro decenni dalle zone aride di tutto il mondo, per preservarli dalle devastazioni della guerra civile.
L’azione è stata premiata a Berlino con il Gregor Mendel Innovation Prize, uno dei riconoscimenti più illustri nel campo della preservazione della flora terrestre. L’Icarda è stato fondato nel 1977 per sostenere lo sviluppo agricolo nelle zone aride dei Paesi in via di sviluppo attraverso l’applicazione e la diffusione di nuove tecnologie a sostegno dell’agricoltura (per esempio, nella raccolta dell’acqua, nei metodi di produzione sostenibili che riducano i costi, nella diversificazione dei sistemi di produzione per i raccolti, ma anche nell’incremento dell’occupazione femminile).
Oggi la loro “banca dei semi” ospita oltre 135mila campioni da più di 110 Paesi: dai cereali ai legumi; dalle varietà di piante più diffuse a quelle più selvatiche. Si tratta di un patrimonio immenso, di tutta l’umanità e fondamentale per il futuro delle prossime generazioni. ...

Il burger che viene dall'acqua

Il burger che viene dall'acqua

06/04/2016

Al motto «Salviamo il mondo,un boccone alla volta!», Mark Kulsdom e Lisette Kreischer una coppia di giovani amanti del cibo pulito e sano, presentano su Vegan Italy di Aprile il burger di alghe, verde di nome e di fatto, che ha già conquistato
il mondo. Ma in cosa consiste questo “famigerato” (e ricercato) burger di alghe?
Innanzitutto, è uno degli snack più sani del pianeta: vegetariano, vegano, kosher e halal, sono proprio le alghe a conferirgli quel sapore inconfondibile, unico al mondo.
La succosa polpetta è preparata con un tipo di soia molto sapida e Royal Kombu, un’alga gustosa e sana che viene fatta crescere in modo sostenibile dalle coltivazioni Zeewar, nella regione olandese della Zelanda, nella parte sud-occidentale del Paese, e raccolta in inverno.
Il verde luminoso del croccante panino che la avvolge è dovuto all’alga Clorella, un vero supercibo ricco di proteine e acidi grassi omega, e altri nutrienti. Il tocco finale è dato dalla “Salsa marina”, fornita dalle coltivazioni Zeewar stesse, a base di alga Ulva, anche detta “lattuga di mare”, che dona una ventata di freschezza all’insieme.
Squisito, provare per credere, con due gustose ricette a base di alghe, tratte dal ricettario di Lisette Oceans Greens, che l'autrice ha condiviso in esclusiva con i lettori di Vegan Italy! ...