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IL FUTURO DELLA CARNE È VEGAN, PAROLA DI BILL GATES

IL FUTURO DELLA CARNE È VEGAN, PAROLA DI BILL GATES

30/10/2015

Un chiacchierata  Bill Gates tra l’uomo più ricco degli Stati Uniti,  e Michael Pollan, docente universitario e giornalista esperto in tematiche alimentari. In italia è celebre per i saggi Il dilemma dell’onnivoro e In difesa del cibo e il più recente è Cotto, tutti pubblicati da Adelphi. In tutto il mondo, il consumo di carne è raddoppiato negli ultimi 20 anni, e raddoppierà ancora entro il 2050, soprattutto per la spinta forte di Nazioni quali la Cina, il Brasile, ma non solo, il cui tenore di vita, aumentando porta la popolazione a consumare più carne. Ma più carne significa più terra e più acqua consumate, con un impatto ambientale enorme. Sarà impossibile produrne la quantità necessaria per 9 miliardi di persone. Allevare gli animali significa impiegare più calorie per nutrire gli animali stessi di quante se ne assorbano quando li consumiamo; significa destinare quantità maggiori di terreno per il loro foraggio di quante ne potrebbero invece sfamare le persone se fossero convertite in coltivazioni per cereali; significa distruggere le foreste per far posto ai campi, con l’effetto collaterale devastante dei cambiamenti climatici; significa l’incremento dei gas serra prodotti da tutti gli animali. Sono molto ottimista nei confronti dei sostituti della carne e dei prodotti animali. Ho investito in alcune aziende che lavorano nel settore e sono rimasto colpito dai risultati che hanno raggiunto in tempi record. Come Beyond Meat e Hampton Creek che stanno puntando su ricerca e innovazione per trovare una soluzione al problema. Ma voglio condividere con voi la mia chiacchierata con Michael Pollan, un’attivista della alimentazione sostenibile. Bill Gates: Perché in passato, i sostituti della carne non hanno avuto successo? Michael Pollan: Sia per la qualità, discutibile, che per il prezzo, in media più alto della carne “classica”. E se pensi che la maggior parte di questi prodotti è fatta principalmente di soia, non ha molto senso. Ma il mercato era piccolo e specializzato, e con ogni probabilità privo di economie di scala. Inoltre, non si indirizzava ad un pubblico onnivoro, quanto piuttosto a vegani e vegetariani con basse aspettative e, forse, senza gli strumenti adatti per fare confronti. BG: Come credi che si evolverà il mercato di questi prodotti in futuro? MP: Credo che ci sia un grosso potenziale per i sostituti della carne, e l’industria necessita di più investimenti per la ricerca e lo sviluppo di quanti ne abbia ricevuti finora. Se possono essere ricreate buone alternative vegan per il formaggio, non vedo perché l’industria della pizza congelata – un business in larghissima espansione – non le debba utilizzare, specialmente se permettono una riduzione dei costi. Negli ultimi anni, la scienza alimentare ha fatto passi da gigante. Sul mercato si possono trovare prodotti che ricordano in tutto la carne e le uova, con il vantaggio di essere 100% cruelty-free e di non inquinare. Bill Gates ...

LA QUESTIONE SALUTE A NOI NON BASTA

LA QUESTIONE SALUTE A NOI NON BASTA

27/10/2015

Sarà una coincidenza che questo blog venga inaugurato in concomitanza con la pubblicazione del report dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che riclassifica il grado di rischio del consumo di carne lavorata a livello mondiale. L'inserimento nel grado di rischio più elevato di cancro (insieme al fumo o all'amianto) non ne uniforma il rischio, ma ne sottolinea la pericolosità. Sarà una coincidenza, ma con tutto lo scalpore che sta suscitando, pur riconoscendo l’importanza sull’opinione pubblica e l’effetto che inevitabilmente si ripercuoterà sul consumo di carne (ci auguriamo duraturo), a noi di Vegan Italy non basta. Non ci basta, lo abbiamo dichiarato chiaramente nel nostro primo editoriale che, per quanto “molti pensino che si diventi vegani a partire di una critica sociale o politica, invece lo si diventa quando il nostro sguardo si incrocia con quello di altri animali, percependoli come soggetti. Quando si sente, nel profondo, che non c’è differenza tra un maialino o una mucca e la gatta di casa”. Non solo. Diventare vegan è come imparare una nuova lingua: si apre un nuovo mondo da esplorare. E’ una ricerca continua di un’eccellenza integrale: più bello, più buono, più sano ma anche più giusto, più pulito e, soprattutto, senza crudeltà. E qui, all’interno di Vegan Italy, troverete soprattutto dei madrelingua! Antonio Monaco
Editore ...