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Era come Auschwitz, ma i nazisti eravamo noi

Era come Auschwitz, ma i nazisti eravamo noi

26/01/2016

Ecco la storia di Chiara Collizzolli, oggi imprenditrice di successo grazie alla produzione di un formaggio vegetale a base di mais. La sua famiglia ha posseduto un salumificio con allevamento e macello, per più di un secolo, provenendo da una valle nel Trentino dove fare salumi è una delle attività più tradizionali. Ma a un certo punto le cose cambiano: il padre di Chiara non sopporta più quel traffico di esseri viventi, Chiara stessa ne è ossessionata, diventa animalista e prende definitivamente le distanze dalla famiglia, finché i suoi parenti negli anni recenti non rinnovano più l'affitto dei capannoni che contenevano l'allevamento. Oggi  Chiara ha un'attività alimentare di successo e completamente cruelty free.
“Durante l'estate del 2014 l’unica pizzeria vicino a casa mia che offriva un’alternativa vegana mi disse che l’avrebbe presto tolta dal listino perché il non-formaggio vegano costava troppo. Per mesi elaborai le ricette fino a mettere a punto un prodotto che rendesse bene sulla pizza, che fondesse facilmente e avesse un sapore convincente anche per chi non era vegano. Ne studiai anche un altro adatto a essere consumato anche senza venire fuso. Con questi due prodotti cercai un finanziatore al 50% e devo dire che lo trovai quasi subito. Poi allestii un piccolo laboratorio, che ha iniziato la produzione all’inizio di ottobre 2015.”  
ll non-formaggio di Chiara Collizzolli viene venduto direttamente ai pizzaioli, è ottenuto dalla lavorazione di mais e patate, è completamente naturale e si chiama Formais (dall’unione di formaggio e mais).  ...

Anche d'inverno, mangiamo crudo!

Anche d'inverno, mangiamo crudo!

22/01/2016

Chi l’ha detto che i cibi crudi si possono mangiare solo se fa caldo? Anche e soprattutto quando il termometro scendo sotto zero, sono un toccasana per l’organismo: è estremamente importante introdurre nella dieta di ogni giorno una certa varietà di alimenti vivi, non manipolati e al naturale.
Spesso pensiamo di poter mangiare cibi crudi solo quando la temperatura esterna è così alta che sentiamo il bisogno di qualcosa di rinfrescante come frutta e insalate, mentre ci sembra insensato non nutrirci di zuppe bollenti e piatti caldi in pieno inverno. In realtà, il cibo cotto e caldo non stimola il nostro corpo a produrre per reazione il calore necessario a mantenerci in condizioni di omeotermia, ovvero con una temperatura costante.
Ma niente paura: non è difficile abituarsi diversamente e abbandonare il condizionamento psicologico del “più sento freddo, più mangio bollente”; e ci guadagneremo in salute perché, con l’aiuto dei cibi crudi, che seguono i ritmi della Natura, soffriremo molto meno il rigore invernale, avremo una migliore circolazione sanguigna e sopporteremo le variazioni climatiche più facilmente. Sembra un controsenso, ma è così: provare per credere! Vegan Italy consiglia il libro Cucinare crudo anche d'inverno di Sara Cargnello e Valentina Dalla Pria (Edizioni Sonda). ...

Oltre lo sguardo, dietro la parete

Oltre lo sguardo, dietro la parete

18/01/2016

Il mattatoio è la necessaria conseguenza dell’allevamento intensivo. Questi due luoghi esistono in maniera interdipendente, sin dall’inizio della produzione di carne e derivati animali. Sicuramente molti di noi hanno presente cosa accade ogni giorno all’interno di un macello e potremmo affermare con quasi assoluta certezza che è tutto molto chiaro. In realtà non è così, e sebbene la sensibilità delle persone verso ciò che accade agli animali sia in crescita, la tendenza è il voler evitare il dibattito per non affrontare questa questione fondamentale. Le recenti investigazioni stanno disegnando una prospettiva che può avviare un numero considerevole di importanti conseguenze in diversi paesi d’Europa. È quanto comincia ad accadere in Francia e Italia. Tutto inizia intorno alla metà di ottobre 2015 quando la Francia scopre improvvisamente quello che può accadere all’interno di un macello di mucche e maiali ad Ales. A mostrare tutto questo, per la prima volta a livello nazionale, le telecamere nascoste posizionate dall’organizzazione francese L214 (www.l214.com). Il caso finisce sulle tv nazionali e il 14 ottobre il macello viene “temporaneamente chiuso” e messo sotto inchiesta. Larga parte dell’opinione pubblica inizia a riflettere su cosa accade nei macelli e sul perché gli animali siano trattati in quel modo, come raccontato dalle immagini. A tale ondata di sdegno risponde correttamente un ex ispettore veterinario: «Quello che accade nel macello di Ales, accade ovunque». Mentre l’opinione pubblica si divide e si interroga, si fa strada anche il sospetto di contaminazione della carne con le conseguenti ripercussioni. Reportage di Stef Bettini e Valentina Sonzogni. ...

Il giardino commestibile

Il giardino commestibile

15/01/2016

Ogni mese su Vegan Italy una portafinestra dalla quale usciamo per metterci in contatto con la terra e i suoi frutti. Questo mese incontriamo da vicino il Topinambur, il tubero commestibile che si lavora come una patata, ha il sapore del carciofo e la corolla di un piccolo elegante girasole. Impariamo a riconoscerlo tra i vegetali spontanei tipici della stagione invernale! Anche la coltivazione non dà problemi, basta che gli mettiamo a disposizione una buona riserva d’acqua e poi il problema sarà… contenerlo: è capace di riprodursi facilmente adattandosi ai terreni, alle condizioni climatiche e senza l’intervento dell’uomo.
Nei mercati, si trovano anche Topinambur di varietà coltivate, a buccia scura, specie nelle regioni del Nord Est, e a buccia chiara, specie in Piemonte. Quali le differenze dal punto di vista morfologico e organolettico? I tuberi selvatici sono sottili e rettilinei, e il sapore di carciofo è molto marcato. I cugini dalla buccia scura hanno un diametro maggiore e propaggini che si articolano in diverse direzioni, nonché un sapore meno importante. Quelli a buccia chiara hanno dimensioni tali da poter essere sbucciati agevolmente e sono caratterizzati da grosse escrescenze; il loro gusto molto più delicato, ottimi per preparazioni dolci senza necessitare di forti aromi di accompagnamento.
Se vi ricordate dove avete visto le graziose corolle gialle durante la bella stagione, adesso è il momento di sfidare voi stessi e, armati di una piccola zappa, andare a scavare per trovare i saporiti tuberi, da impiegare per qualche pietanza tutta naturale! ...

Attivisti culinari

Attivisti culinari

12/01/2016

Su Vegan Italy ogni mese si trovano le ricette di cuochi e chef che con il loro impegno in cucina, affermano il diritto alla vita di tutti gli esseri viventi e alla salute di ciascuno di noi. Anna Cascone è una di questi: insegnante di lingue, traduttrice, consulente letterario, adora cucinare. Ecco una delle sue sfiziose ricette che trovate sul numero di gennaio di Vegan Italy: Frittelle di riso e ceci (adatte anche a persone celiache) Ingredienti per 50 frittelle:
100 g di farina di ceci,
100 g di farina di riso,
300 ml di acqua,
10 g di prezzemolo,
2 cucchiai di olio evo,
sale e pepe. In una ciotola unite dapprima le farine insieme al prezzemolo tritato, al sale e al pepe, poi aggiungete l’acqua e l’olio, lavorando il tutto vigorosamente con una frusta da cucina in modo da evitare la formazione di grumi. Il risultato dovrebbe essere una pastella fluida: né troppo liscia né troppo densa.
Ungete il fondo di una crêpiera ben calda, tamponando l’olio in eccesso con una salvietta, e cospargete 1 cucchiaio di pastella formando delle cialde tonde.
Dorate 3 minuti per lato e servite calde. ...

Alla scoperta di una Bruxelles sempre più vegan

Alla scoperta di una Bruxelles sempre più vegan

08/01/2016

La frenetica e multinazionale capitale dell’Europa svela inaspettate sorprese “gourmand”: su Vegan Italy tutti gli indirizzi scelti e selezionati per i lettori. Le comunità che abitano Bruxelles, enclave francofona in territorio di madrelingua neerlandese sono le più diverse: valloni e fiamminghi, maghrebini e turchi, africani e libanesi, ai quali si aggiungono tutti gli impiegati, funzionari e burocrati dell’Unione Europea provenienti dai quattro angoli del continente. Una simile varietà ben si specchia nell’offerta gastronomica, ricca e variegata, anche se rispetto ad altre città belghe come Anversa e Gand, Bruxelles non brilla per offerta vegan. Ciononostante è comunque possibile fare piacevoli scoperte come al DEN TEEPOT (Rue des Chartreux, 66): il menu è macrobiotico e vegano, a partire dalla classica zuppa, a seguire il piatto del giorno a base di riso e cereali integrali, verdure crude e cotte, legumi e alghe.
Ottime le torte maison con fragranti crostate di pera o di mela e cannella, ruspanti torte di nocciole, allettanti mattoncini al cioccolato, ma soprattutto splendide crostate di frutta secca, ricoperte di nocciole, mandorle, noci, pistacchi, semi di girasole e zucca dolcemente caramellati con malto di riso non aspettano altro che essere gustate.
Nel quartiere di Sablon c’è il SOUL (Rue de la Samaritaine, 20): ristorante biologico gestito da due sorelle finlandesi, è un piccolo locale con mattoni a vista gradevolmente arredato, con un’interessante scelta di piatti vegan, dove spiccano le zuppe fredde, tra cui quella thai di melone con frutta secca e coriandolo, o la profumata crema di piselli con cipolle, cumino e olio di argan. Interessanti i falafel di ceci con frutta secca e carote, anguria, olive e menta. Tra i dessert, sorbetti della casa e crumble di frutta con noci brasiliane… ...