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Rivista Kaizen Blog - Le domande che non si fanno

Le domande che non si fanno

13/11/2017 0 commenti
Le domande che non si fanno

«Ritiene che infilzare con un gancio d’acciaio la bocca di un animale e così trascinarlo mediante un mezzo a motore, per poi lacerargli i fianchi con gli arpioni e, infine, farlo morire asfissiato, sia compatibile con i suoi valori sociali ed etici e con la sostenibilità ambientale?»

Una domanda del genere, potete starne certi, un'industria alimentare non la inserirà mai in un questionario di misurazione del grado di soddisfazione dei suoi clienti. Eppure non si contano ormai le iniziative che danno la parola ai consumatori, con tanto di precetti e di sondaggi che evidenziano produzioni sostenibili, pratiche rispettose e benessere animale … Se ne parla tanto, eppure non si va mai davvero a fondo su quello che c’è dietro la grande industria alimentare Ma su cosa siamo chiamati davvero a esprimerci? E di che cosa non si parla mai?
Il fatto che l’industria alimentare non si ponga la questione della sofferenza animale, non cancella il quesito fondamentale. Fino a che punto è lecito, infatti considerare etica nel senso pieno del termine - come sicuramente lo è il favorire lo sviluppo sostenibile dell’economia locale di un paradiso naturale terrestre - una iniziativa posta in essere da un’industria di tipo alimentare che però, per concretizzarsi, prescinda dal garantire anche il benessere degli animali, passando addirittura attraverso la loro tortura e la morte?

 

Soggetto realizzatore:   Eumetra Monterosa S.r.l.
Date di rilevazione:  26 aprile 2017
Popolazione di riferimento:  Popolazione italiana maggiorenne
Metodo di campionamento:   Campione casuale stratificato per quote
Margine di errore:  +/- 3,5%
Metodo di raccolta delle informazioni:   CATI
Consistenza numerica del campione:   800 

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