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Rivista Kaizen Blog - Il paradiso per gli animali?

Il paradiso per gli animali?

24/07/2017 0 commenti
Il paradiso per gli animali?

Palitana, centro indiano del distretto di Bhavnagar, sembra un luogo leggendario: dal 2014 è stata dichiarata «città vegetariana», perché all’interno dei suoi confini è vietato vendere e acquistare carne, pesce e uova, nonché macellare qualsiasi animale. Ma non è tutto oro quel che luccica… come in molte altre zone dell’India, la percentuale di cani randagi (non sterilizzati, affamati, feriti o ammalati) lungo le strade è altissima. I vitelli subiscono lo stesso triste destino del resto del mondo: vengono allontanati dalla mamma subito dopo la nascita, perché il latte delle mucche serve agli esseri umani. E se i bovini circolano liberamente per le strade di Palitana, questo non significa che non vengano sottoposti a sfruttamento.
Tutto questo perché in India, l’enorme disuguaglianza tra ricchi e poveri rende la vita dura per molti e gli abitanti si arrangiano come possono, anche attraverso lo sfruttamento degli animali.

Vale la pena ricordare le pratiche del Mahatma Gandhi. Durante il suo «governo» dell’India ha espresso perplessità - e condannato l’estremismo - della venerazione indù delle mucche, usata a pretesto dell’avversione contro i musulmani, rei appunto di mangiare carne di vacca. Di fatto, anche una piccola minoranza di musulmani era vegetariana per motivi religiosi, e vivevano in India milioni di musulmani poverissimi, che non si potevano comunque permettere di consumare carne. Gandhi, in quanto indù e convinto vegetariano, onorava questo animale con la stessa venerazione con cui onorava la propria madre, ma riteneva comunque che i musulmani dovessero avere la libertà di macellare le mucche, secondo le proprie regole igieniche e, naturalmente, rispettando la sensibilità degli indù. Solo riconoscendo questo diritto infatti, l’armonia tra le due comunità sarebbe stata rispettata, e la mucca avrebbe ricevuto il rispetto dovuto. Il realismo politico di Gandhi costituisce una lezione, con i dovuti adattamenti, anche ai giorni nostri. Senza mai dimenticare che il rapporto tra etica e politica, orientamenti culturali e norme giuridiche esprime sempre una certa tensione nella sua applicazione.

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