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Rivista Kaizen Blog - Ma diamo i numeri?

Ma diamo i numeri?

21/04/2017 0 commenti
Ma diamo i numeri?

Il mito vegetariano, dell’americana Lierre Keith, spara cifre, snocciola dati e regala argomenti spacciati come scientifici per descrivere la scelta vegana come il peggio del peggio, per noi e per l’intero pianeta. Ne vogliamo parlare, ma sul serio?
Lierre Keith dice nel suo libro «Il modello animalista è destinato a fallire, perché la dieta animalista è un incubo ambientale», sostiene ancora Keith, nel suo crescendo di catastrofismo. «Perché il pianeta ha praticamente finito tutto il proprio humus. I cereali annuali dei vegetariani stanno causando una distruzione di massa».

Ma davvero? Quelli dei vegetariani? Non scherziamo. Non sarebbe così neppure se tutti i cereali prodotti sulla Terra servissero soltanto all’alimentazione umana. Per i numeri di cui sopra e per questi altri ancora: per nutrire per un intero anno un essere umano a base di soli alimenti vegetali, occorrono meno di 700 metri quadrati di terreno, più di 2.000 se la stessa persona è latto-ovo-vegetariana, mentre addirittura 12.131, se invece la sua dieta prevede anche gli attuali elevati consumi di carne. In pratica, nel medesimo terreno vasto poco più di ½ ettaro, è possibile produrre quasi 17.000 kg di verdura, contro 170 kg di carne. Ne consegue che, se ogni essere umano presente sulla Terra decidesse di abbracciare una dieta vegan, il risparmio quotidiano moltiplicabile, per ognuno di quei 7 miliardi di persone che abitano il pianeta, sarebbe pari a:

- oltre 4.000 litri d’acqua,
- 20 kg e mezzo di cereali,
- circa 3 metri di terreno deforestato,
- più di 9 kg di CO2.

Ogni giorno, per tutti i giorni dell’anno.

Tutto questo ci insegna che i numeri devono essere slegati dalle opinioni quando si cerca di comprendere il mondo. Numeri che non hanno bisogno di ulteriori commenti, ma solo di essere conosciuti.

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