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Rivista Kaizen Blog - Disobbedire è un obbligo

Disobbedire è un obbligo

06/04/2017 0 commenti
Disobbedire è un obbligo

Provato ma non piegato da una vicenda giudiziaria tanto violenta quanto surreale, l’attivista e filosofo austriaco Martin Balluch non rinuncia a esercitare il suo diritto di indignarsi e quindi agire, in difesa di chi non ha difese, per la costruzione di una «società multispecie».

«Nel 1979 ho iniziato il mio percorso da attivista ambientalista, concentrandomi poi sul protezionismo animale e l’antispecismo. Nel mio attivismo sono molto pragmatico. Non voglio sbattere la testa contro un muro, quindi mi pongo obiettivi concreti, realizzabili nell’arco di uno-due anni, e procedo.
Nel 2004 avevamo portato a termine alcune campagne politiche di grande impatto, arrivando per esempio alla messa fuori legge dell’allevamento dei polli in batteria, alla creazione di avvocature per i diritti animali e alla fine della vendita delle pellicce in diverse catene della grande distribuzione. Evidentemente, qualcuno tra i poteri forti legati al mondo della caccia e della carne si è sentito minacciato e ha preteso un giro di vite.
Ora so che le cerchie più influenti sono in grado di scatenare il terrore, arrivando a distruggere una persona senza manco sporcarsi le mani.  È difficile digerire la violenza smisurata che ci ha aggrediti. Eppure, c’è bisogno di un profondo cambiamento che conduca alla liberazione animale. Per ottenerlo è necessario un attivismo di rottura, una netta resistenza a colpi di disobbedienza civile».

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