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Rivista Kaizen Blog - Nella vecchia fattoria

Nella vecchia fattoria

27/02/2017 0 commenti
Nella vecchia fattoria

Nell’immaginario pubblicitario, gli allevamenti sono posti idilliaci, dove gli animali vivono felici a contatto con la natura e gli esseri umani si prendono cura di loro con affetto. Così è più facile mangiarli!
In generale, la narrativa sul consumo degli animali è talmente vasta che persino i vegani fanno fatica a confutarla; è come una cipolla: gli strati non finiscono mai.
L’inchiesta dell’attivista Robert Grillo pubblicata su Vegan Italy ci spiega come aprire gli occhi, e tenerli ben spalancati, su questa ipocrisia. Perché gli animali provano esperienze coscienti e dobbiamo diventarne i testimoni e portavoce, mettendoci nei loro panni di vittime.

«Uno dei miti più difficili da sfatar» ci dice Robert Grillo «è quello per cui gli animali non avrebbero nulla da ridire sul modo in cui li trattiamo, perché fin dalla notte dei tempi abbiamo usato il loro «tacito consenso» come futile pretesto all’addomesticamento e allo sfruttamento. Ma non è mai esistita un’età dell’oro in cui gli animali venivano rispettati e trattati bene. La loro sottomissione è il risultato di secoli di violenza, torture e dominio che li hanno completamente piegati al nostro volere».

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